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 LA SVOLTA AMBIENTALE Minimize

 

 

          GENERAZIONE ECOLOGISTA

 

Sviluppata la prima fase d’ organizzazione del nostro movimento è giunto il momento di analizzare concretamente e impostare i percorsi delle nostre iniziative.


Generazione Ecologista, ritiene importante sviluppare i  seguenti punti:
1)
Nelle attuali forme di produzione occorre superare la visione solo economicistica che, trascurando i reali costi socio-ambientali, tende a valutare ogni azione in termini esclusivamente monetari e sempre a breve scadenza. Occorre opporsi alla crescita continua della produzione di tipo consumistico, esigendo che venga sostituita con una produzione finalizzata al soddisfacimento delle reali necessità primarie della popolazione. In particolare la produzione agricola deve mirare a fornire alimenti sani e genuini, evitando la subordinazione alla sola logica economica dell’industria, che favorisce l’aumento della quantità a danno della qualità e porta all’impiego di tecniche colturali nocive al suolo e alla salute. Vanno quindi scoraggiati soprattutto l’uso eccessivo di prodotti chimici, che provocano inquinamento del suolo e alterazioni nella composizione dei prodotti alimentari, Vanno invece favorite tecniche agrarie più naturali, che non danneggino l’equilibrio ambientale e sfruttino fonti di energia rinnovabili. Occorre inoltre, nei limiti del possibile, evitare l’abbandono dei terreni agricoli marginali e favorirne il recupero.
Gli stessi criteri vanno applicati al settore zootecnico.
E’ necessario sostituire le tecniche di produzione industriale altamente inquinanti con altre che non danneggino l’ambiente esterno e che non creino ambienti di lavoro nocivi. Quando è possibile occorre riutilizzare tutti i prodotti di rifiuto riducendo in ogni modo il consumo di materie prime ed energia. La produzione industriale dovrebbe infatti evitare ogni forma di spreco, puntando su prodotti durevoli e di effettiva utilità e sui cicli chimici delle materie recuperabili e riutilizzabili. Si dovrebbe anche fare un uso limitato di prodotti sintetici.


Anche l’uso degli additivi negli ALIMENTI dovrebbe essere limitato a quei prodotti di provata innocuità, e ai casi in cui siano strettamente necessari per la conservazione del prodotto stesso; in genere vanno evitate le manipolazioni non necessarie dei prodotti alimentari.
L’industria farmaceutica, in quanto servizio d’interesse sociale, non può essere assoggettata ad una logica aziendale che sia in contrasto con la salute dei cittadini. I farmaci inutili o di non provata innocuità, dovrebbero essere eliminati e in genere l’abuso del medicinale, abitudine tipica della nostra società, va combattuto.

 

2) Il problema energetico va innanzi tutto affrontato riducendo i consumi ed eliminando i troppo numerosi sprechi, sia nel settore civile, sia soprattutto nel settore industriale, già nella fase di progettazione degli edifici, mezzi di trasporto e tecniche produttive.
Nella ricerca e nelle scelte energetiche la priorità va data alle forme d’energia rinnovabili. Vanno invece ben monitorate quelle forme energetiche che, come l’energia nucleare, non sono di per sé sufficientemente sicure e richiedono (per garantirne la sicurezza) controlli di tipo militare, quindi al di fuori della possibilità di gestione democratica.Va incoraggiata la produzione autonoma d’energia, purché nel rispetto dell’ambiente.

 

3) Occorre giungere ad una stabilizzazione del livello mondiale della popolazione e, in un secondo tempo, ad una progressiva riduzione, date le condizioni di massiccia antropizzazione e l’alto consumo di risorse .

Questo è ottenibile organizzando una vasta campagna di pianificazione familiare, che diffonda la conoscenza dell’attuale situazione, senza però interferire con la libera scelta della coppia.


4)
E’ necessario giungere ad una pianificazione del territorio che assicuri una tutela reale degli ambienti naturali ancora esistenti e delle specie vegetali ed animali, in modo da garantire anche la conservazione della variabilità genetica. L’istituzione di riserve e parchi naturali può essere soltanto un momento all’interno di questa pianificazione in cui va compresa un’opera di ricreazione dell’equilibrio naturale.


L’eliminazione delle fonti d’inquinamento, la reintroduzione di specie animali o vegetali localmente estinte, un rigoroso ordinamento della caccia, una limitazione dell’attività edilizia a scopo turistico, sono altre condizioni imprescindibili per realizzare un’adeguata politica ambientale.
Occorre ricercare un rapporto equilibrato tra città e territorio, eliminando le cause della crescita incontrollata dei centri urbani a danno del tessuto rurale maggiormente produttivo. E’ pure necessario ricreare nelle città condizioni di vita accettabili attraverso:
una riorganizzazione dello spazio urbano che elimini gli squilibri tra le diverse zone della città, ponendo fine alla dualità fra centro, talvolta fortemente privilegiato e sede di attività terziarie, talaltro
 ghetto di emarginazione, e periferia, ridotta in alcuni casi a zona dormitorio;
• la creazione di isole pedonali e di spazi verdi realmente agibili e la progressiva rimozione delle barriere architettoniche;
• lo sviluppo dei trasporti pubblici, la riduzione del trasporto privato e la salvaguardia delle esigenze del ciclista e del pedone
• il risanamento dei centri storici, che vanno restituiti alla loro funzione abitativa;
• la creazione dei servizi collettivi necessari;
• una distribuzione razionale degli insediamenti industriali e dei posti di lavoro che riduca il pendolarismo, con benefici effetti sul traffico.

5) Le scelte che riguardano il territorio e la salute, devono essere direttamente gestite dai cittadini: questo si può realizzare solo attraverso
una informazione effettiva e un decentramento del potere decisionale , ed implica la necessità di elevare il livello culturale della popolazione , in modo che tutti possano consapevolmente partecipare alla gestione dell’ambiente, portando il proprio contributo. Un’adeguata educazione naturalistica, comprendente anche un’educazione demografica, alimentare e sanitaria è un obbiettivo basilare.


La Federazione Generazione Ecologista è ben conscia dell’enorme difficoltà di soluzione dei problemi descritti.

Ritiene quindi che sia necessario e urgente agire secondo due direttrici. A) Attuare una politica strategica a lungo termine che tenga conto dei concetti espressi in precedenza.

B)  Sviluppare politica  a breve e medio termine per l’adozione immediata o il più sollecita possibile di tutti i provvedimenti atti ad eliminare i consumi non essenziali e gli sprechi, a migliorare la distribuzione dei beni, a conservare l’ambiente nell’integrità dei suoi valori.
Pertanto si invitano le Associazione aderenti  a:
1) Promuovere, con mezzi adatti, la diffusione in sede locale dei principi sopra esposti, tenendo ben presente l’importanza che devono assumere l’informazione negli scopi dell’Associazione.
2) Intervenire presso le Amministrazioni e gli Enti locali per promuovere attività ed iniziative conseguenti.
3) Assumersi responsabilità nei confronti dell’utilizzazione del territorio, studiando mezzi opportuni, sia per segnalare e denunciare gli abusi, sia per salvaguardare le caratteristiche ambientali.
4) Appoggiare le attività non distruttive dell’ambiente, riconoscendo in particolare all’agricoltura ecologicamente sana un’ importante funzione per la produzione dei beni primari e la conservazione dell’equilibrio del territorio.

Un altro elemento di diversità distingue la Federazione Generazione Ecologista da tutte le altre associazioni: il federalismo.
Una scelta praticata e perseguita sin dall'inizio.

La Federazione  con il rifiuto di un centralismo, che da un lato  ne avrebbe  rafforzato il ruolo europeo, ha sostenuto e dato  autonomia alle molte realtà locali che con le loro battaglie concrete (perché vicine alla gente) hanno fatto , fanno e credo faranno , la storia della Federazione Generazione Ecologista.


  

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