Turismo sostenibile
Intervista al Presidente della Federazione NaturaNostra Arch. Marco Gemelli
Ma cos’è il Turismo Sostenibile?
E’ semplicemente un nuovo approccio mentale, un modo diverso di affrontare il fenomeno, comprensivo di studio, analisi, valutazioni e progetti: è osservare ma soprattutto agire.
L’evoluzione del turismo deve avanzare in pari con l’evoluzione della natura; Importante è prestare attenzione all’influenza delle attività sulle risorse naturali, conservando la biodiversità e considerando i residui prodotti e l’ impatto stesso del turismo sull’ambiente, che deve essere sostenibile dal punto di vista ambientale, economico, sociale e culturale. Ciò significa parlare di un turismo capace di durare nel tempo mantenendo i suoi valori quali-quantitativi, essere perciò:
· ECONOMICAMENTE FATTIBILE, facendo coincidere nel breve e nel lungo periodo le aspettative dei residenti con quelle dei turisti;
· ECOLOGICAMENTE SOSTENIBILE, senza danneggiare i valori ambientali del territorio interessato al fenomeno;
· ACCETTABILE dal punto di vista ETICO e SOCIALE, facendo in modo che lo sviluppo delle attività turistiche vada a beneficio delle comunità locali, rafforzandone l’economia e rispettandone gli interessi e la cultura.
La conservazione, protezione e riconoscimento del valore della nostra eredità naturale e culturale, comporta una vera sfida: l’innovazione culturale e professionale, perché necessari interpreti consapevoli e preparati, e la creazione di strumenti integrati di pianificazione e gestione.
Per effettuare una efficace prevenzione a ulteriori possibili danni, le attività turistiche dovrebbero essere soggette ad una specifica valutazione di impatto ambientale ma, innanzitutto, precedute da un più radicale cambiamento, ovvero dall’integrazione delle politiche ambientali nelle politiche di settore.
Può delineare un breve quadro dei più evoluti strumenti, a livello nazionale ed europeo, nell’ambito del Turismo sostenibile?
La conoscenza degli impatti del turismo e la conseguente necessità di avviare azioni di contenimento della pressione turistica, nonché di sensibilizzazione al riguardo, inizia negli Ottanta/Novanta. Nel corso degli ultimi anni, si sono moltiplicate le indicazioni provenienti dagli organismi internazionali per promuovere un turismo sostenibile: dall’Organizzazione Mondiale per il Turismo, ai diversi organismi delle Nazioni Unite, l’Unep in particolare. Il vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile tenutosi a Johannesburg ha ribadito la necessità di gestire il problema: nel Piano di attuazione del vertice vengono definite nei dettagli le iniziative da prendere a tutti i livelli per cambiare modelli insostenibili di consumo e di produzione, tra cui il quadro decennale proposto dall’UE per i programmi a sostegno di iniziative regionali e nazionali.
L’Europa, che si è data una propria strategia per la sostenibilità, sin dalla metà degli anni ’90 ha posto lo sviluppo sostenibile del turismo tra le priorità. Con la comunicazione Un approccio di cooperazione per il futuro del turismo europeo (novembre 2001), la Commissione ha proposto di “promuovere lo sviluppo sostenibile delle attività turistiche in Europa definendo e attuando un’Agenda 21”. Il Parlamento europeo e il Consiglio dei ministri, nella loro risoluzione del maggio 2002, hanno appoggiato questa proposta e recentemente si è costituito il Forum per la consultazione dei diversi portatori di interesse.
Sono poi state predisposte linee guida per la Gestione Integrata delle zone costiere, con numerosi progetti pilota avviati, in Italia per esempio la Regione Emilia-Romagna ha avviato un percorso per una gestione integrata della fascia costiera emiliano-romagnola. Ma forse lo strumento più forte recentemente adottato dalla Commissione Europea è proprio l’Ecolabel per le strutture ricettive turistiche.
(n.d.r ‘Agenda 21’: documento programmatico ed operativo di impegno per lo sviluppo sostenibile nel 21 secolo)
Perché l ‘ Ecolabel è uno strumento forte?
Dovendo riassumere, quali saranno i vantaggi per gli operatori turistici?
Intanto un vantaggio competitivo. Chi potrà esibire l’Ecolabel attrarrà quei flussi che sono particolarmente attenti al contesto ambientale, per non parlare dell’eco-turismo. Ricordiamo che, in particolare, l’Italia è meta di flussi provenienti da aree in cui questa sensibilità è particolarmente avvertita; parliamo di Germania, Austria, Paesi scandinavi. Secondo una recente indagine, in Germania, il 45,8% dei turisti vuole che nella propria meta di vacanze vi sia una effettiva politica di protezione ambientale. L’Ecolabel darebbe loro garanzie certe e agli imprenditori la capacità di attrazione. Non dimentichiamo che sempre più spesso i tour operator vogliono, per i loro clienti, garanzie circa la sostenibilità del servizio turistico offerto; avere o non avere l’Ecolabel dunque potrà significare essere o non essere inclusi in determinati circuiti.
Un ulteriore vantaggio, è di tipo economico; infatti, una gestione che incontra i criteri ambientali fissati per l’ottenimento dell’Ecolabel porta sicuramente a risparmiare risorse, e, dunque, denaro.
Possiamo poi parlare di ‘immagine’; l’imprenditore che si fregerà della ‘margherita’ (il simbolo Ecolabel) avrà maggior credito presso la comunità di riferimento e potrà svolgere azioni di marketing internazionale, essendo l’Ecolabel un marchio riconosciuto a livello europeo e conosciuto nel mondo.
Vuole invece indicare i vantaggi per il turista?
L’Ecolabel, come già accennato, è una garanzia, considerati la serietà, il rigore e l’affidabilità dei criteri con cui viene rilasciato il marchio, che il singolo albergo, agriturismo, B&B, campeggio, o altro, rispettano standard di sostenibilità. È un criterio di orientamento sicuro nella vasta offerta turistica.
Quale ruolo può avere la pubblica amministrazione in questo sistema?
Le istituzioni possono rivestire un ruolo fondamentale a tutti i livelli territoriali: dai singoli Comuni, alle Province, alle Regioni. Il ruolo prevalente è quello di promozione, ma anche di incentivazione dello strumento per ‘portarlo a sistema’.
Cosa intende?
Significa che potrebbero essere implementate azioni per far sì che non sia solo la volontà di pochi imprenditori a far crescere il numero di servizi con l’Ecolabel, ma si diffonda un’attenzione capillare a questo strumento; significa quindi supportare tutti gli imprenditori a muoversi in questa direzione e accelerare i tempi di diffusione.
Le azioni potrebbero essere le più svariate, dal promuovere sistemi di incentivi e accordi volontari tra i diversi soggetti portatori di interesse, avviare iniziative di sensibilizzazione con le associazioni di categoria, educare i cittadini a questa scelta. In tal modo si porterebbe valore aggiunto anche alle scelte individuali.
evidente, infatti, che se in area turistica è un intero sistema che si muove verso l’acquisizione dell’Ecolabel, è l’intero comprensorio che ne va a beneficiare e che potrà, grazie a questo, fare marketing territoriale, far brillare il proprio vantaggio competitivo. Un altro esempio: sicuramente il numero delle imprese che hanno ottenuto l’Ecolabel non potrà non rientrare tra gli indicatori utilizzati per premiare i comuni con simboli di ‘benessere turistico’, per citare quello recentemente attribuito, con il marchio della vela blu.
Promuovere l’Ecolabel, inoltre, significa innescare percorsi davvero interessanti e concreti, sempre nella direzione della sostenibilità e nell’incremento delle opportunità di marketing territoriale; tra i criteri, non obbligatori, ma previsti, per l’ottenimento dell’Ecolabel, c’è anche quello di avere un sistema di gestione ambientale certificato (ISO 14001 o EMAS). Un percorso potrebbe innescarne un altro e, a sua volta, una pubblica amministrazione locale potrebbe raccogliere la sfida rilanciando su un altro fronte la scommessa della sostenibilità avviando un Sistema di gestione ambientale di area. In tal modo, si creerebbero aree sempre più vaste di sostenibilità e opportunità incrementali per un turismo che coniughi lo sviluppo economico con le necessità di tutela e valorizzazione dell’ambiente.
Per informazioni piu’ dettagliate info@naturanostra.org