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 Degrado dei beni ambientali e culturali Minimize

 

 

IL DEGRADO DEI BENI AMBIENTALI E CULTURALI:

UN PROBLEMA SEMPRE PIU’ ATTUALE

 

Giusy Di Carlo 

 

 

 

 

 

 

Indice

 

1)   Definizione di bene culturale e ambientale

2)   Degrado e ambiente

a)                cause chimiche

b)                cause fisiche

o      la temperatura

o      l’umidità

o      le idrometeore

o      la radiazione solare

o      la luce artificiale

o      il vento

o      la presenza del pubblico

 

c)                cause biologiche

 

 

1.     DEFINIZIONE DI BENE CULTURALE E AMBIENTALE

 

Fin dall’antichità l’uomo si è preoccupato del suo patrimonio culturale, e ha puntato essenzialmente sulla conservazione e tutela dello stesso, in modo da impedirne la distruzione e la dispersione.

Quindi la conoscenza delle cause e degli effetti dell’inquinamento costituisce la base per programmazione di piani di risanamento e opere  di mitigazione.

Questa ricerca ha lo scopo di spiegare brevemente le principali cause ( fisiche, chimiche e biologiche) del degrado dei beni ambientali e culturali.

 

Innanzitutto è opportuno spiegare cosa si intende per “bene culturale e ambientale”.

Per legge si intendono beni cultuali, le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Sono inoltre beni culturali:

a)      le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi;

b)      gli archivi e i singoli documenti appartenenti allo Stato, alle regioni, agli enti pubblici territoriali, nonché quelli appartenenti a privati;

c)      le raccolte librarie appartenenti allo Stato, alle regioni, agli enti pubblici territoriali, nonché quelli appartenenti a privati;

d)      le cose immobile e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importanti;

e)      le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono un eccezionale interesse artistico  o storico;

f)        le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà;

g)      le cose di interesse numismatico;

h)      manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, nonché stampe e incisioni rare e di pregio;

i)        le fotografie con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche aventi caratteri di rarità e di pregio;

j)        le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;

k)      le pubbliche piazze, vie strade e altri spazi aperti che abbiano interesse artistico o storico;

l)        i siti minerari di interesse storico od antropologico;

m)   le navi e i galleggianti  di interesse artistico,  storico od antropologico;

n)      le tipologie di architettura rurale aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell’economia rurale tradizionale;

 

Inoltre:

o)      gli affreschi, gli stemmi, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista;

p)      gli studi d’artista;

q)      alcune aree pubbliche;

r)       le opere di pittura, di scultura, di grafica e qualsiasi oggetto d’arte di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni fa;

s)      i mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni;

t)        i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi più di cinquanta anni;

u)      le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale.

 

Sono definiti beni ambientali:

1)      gli immobili e le aree  come:

a)      le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica;

b)      le ville, i giardini e i parchi che si distinguono per la loro non comune bellezza;

c)      i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale;

d)      le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze;

 

2)      le aree indicate:

e)      i territori costieri;

f)        i territori contermini ai laghi;

g)      i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua (iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici);

h)      le montagne;

i)        i ghiacciai e i circhi glaciali;

j)        i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna ai parchi;

k)      i territori coperti da boschi e foreste;

l)        le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici;

m)   le zone umide incluse nell’elenco previsto dal decreto del Presidente della repubblica 13 marzo 1976 n. 448;

n)      i vulcani;

o)      le zone di interesse archeologico;

 

3)      gli immobili e le aree comunque sottoposti a tutela dai piani paesaggistici.

In base alle caratteristiche naturali e storiche ed in relazione al livello di rilevanza  e integrità dei valori paesaggistici, il piano ripartisce il territorio in ambiti omogenei, da quelli di elevato pregio paesaggistico fino a quelli significativamente compromesso o degradati.

 

Con il D.L. 14/12/1975 n. 5  è stato istituito il “ Ministero per i Beni Culturali e Ambientali”; in questo modo si è cercato di stabilire un legame tra dimensione ambientale e dimensione storico culturale. Il compito del ministero, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica, è quello del rispetto di questi beni che sono deteriorabili e “non rinnovabili.

 

 

2.     DEGRADO E AMBIENTE

 

A parte le normative vigenti a livello nazionale e regionale, va aumentando la consapevolezza da parte della collettività che il patrimonio culturale non ha solo un valore estetico (e a volte economico), ma è una testimonianza storica dell’ambiente in cui viviamo e soprattutto del tempo in cui è sorto o creato.

Oggi assistiamo sempre più a manifestazioni e iniziative rivolte alla conservazione dell’opera d’arte, ma anche della salvaguardia dell’ambiente, cioè edifici, centri storici, aree geografiche.. Possiamo quindi affermare che bene culturale è anche l’ambiente.

Per rendere più chiara l’interpretazione dei fenomeni di degrado e la comprensione dei relativi meccanismi, si possono classificare le cause di deterioramento in tre grandi categorie:

-          cause chimiche

-          cause fisiche

-          cause biologiche

 

 

a)    CAUSE CHIMICHE

 

Purtroppo il degrado dell’ambiente non porta solo al deterioramento della qualità della nostra vita, ma anche la progressiva distruzione del patrimonio architettonico, storico e paesaggistico.

Il degrado dei materiali (si parla di degrado fisico-chimico) dipende anche dal tipo di ambiente con cui essi si trovano a contatto. I principali fattori che possono condizionare lo stato di conservazione di un manufatto sono:

-          illuminazione;

-          umidità;

-          temperatura e qualità dell’aria

 

Ai fattori sopra elencati si aggiunge anche la resistenza dei materiali in funzione della composizione chimica e della microstruttura.

È noto che i beni culturali che si trovano nelle zone urbane risentono di un degrado aggravato. I  beni conservati in luoghi chiusi o confinanti non sono esenti dai fattori di degrado esterni, ma li possono subire

 

in maniera lieve. Ad esempio, l’umidità può influenzare la struttura fisica dei beni, provocando allungamento o restringimento delle fibre, rigonfiamenti, scollamenti, ecc.

L’aggressione dovuta agli inquinanti atmosferici dipende invece prevalentemente dalla velocità di scambio d’aria esterno-interno e dall’affluenza dei visitatori.

A quanto già detto si può aggiungere che la tipologia del danno prevalente causata dai vari inquinanti sui diversi materiali  può essere, a volte, elemento di ulteriore degrado. Per fare un altro esempio, le croste nere che si formano sui materiali lapidei calcari sono costituite da particelle carboniose,  ossidi metallici, gesso minerali,  e composti organici vari. Queste sostane possono formare una pellicola molto porosa, di spessore variabile da pochi millimetri ad alcuni centimetri. La pellicola che si forma è in grado di assorbire l’umidità e favorire l’ulteriore processo di attacco  e dissoluzione dei materiali sottostanti.

 

 

b)    CAUSE FISICHE

 

Le cause fisiche di deterioramento possono essere ricondotte ad eventi:

 

-          Meccanici: possono essere di tipo accidentale quando per la loro natura non sono riferibili ad eventi inquadrabili in schemi razionali e prevedibili (ad esempio terremoti).

      Le cause meccaniche non accidentali sono quelle che dipendono dai moti dell’aria, da vibrazioni indotte ( traffico stradale/ferroviario), passaggio di metropolitane, da trasformazioni di fasi dell’acqua.

-          Termici: hanno come effetti i trasferimenti di calore, cambiamenti di fase e trasferimenti d’acqua, pensionamenti meccanici sopra menzionati.

-          Connessi ad assorbimento di energia radiante: sono nella maggior parte dei casi quelli dovuti all’irraggiamento solare; anche la luce artificiale può essere fonte di alterazione. Le radiazioni più pericolose sono quelle a minore lunghezza d’onda (radiazioni ultraviolette), presenti in modo non trascurabile nello spettro della luce naturale.

 

La conservazione di beni culturali come affreschi, dipinti mobili e opere di cultura, impone l’uso di metodologie basate sullo sviluppo di tecniche non distruttive.

I maggiori fenomeni di deterioramento dei beni culturali sono da attribuire a due fattori principali:

a) le variazioni di temperatura e i trasferimenti di energia termica;

b) le variazioni di stato dell’acqua e i suoi trasferimenti dai o nei materiali che costituiscono il bene culturale.

 

Quindi la conoscenza del microclima e delle sue interazioni con i beni culturali permette di valutare opportuni provvedimenti conservativi volti ad agire sulle cause e non a tamponare gli effetti.

Di seguito verranno analizzate le principali grandezze termoigrometriche. La misura dei loro tassi di variabilità costituisce un prezioso metodo si indagine.

 

o       LA TEMPERATURA

 

        È una grandezza fisica che rappresenta lo stato termico di un corpo e la sua attitudine a scambiare calore con l’ambiente e con altri corpi.

La temperatura incide sulle proprietà meccaniche dei solidi sia che presentino un punto di fusione ben netto, sia che abbiano un intervallo di fusione e una temperatura di transizione vetrosa.

Il calore, come noto, si può trasmettere per:

 

-          Conduzione:  la trasmissione del calore avviene da un corpo “caldo” ad uno  “freddo”, o da un estremo ad un altro di un corpo per progressivi scambi di energia cinetica fra le molecole.

-          Convezione:  la trasmissione del calore per convezione è caratterizzata da trasporto di energia termica da parte di un fluido in movimento, per esempio aria, con velocità e direzione dipendenti

 

      da gradienti termici.

-          Irraggiamento: è l’emissione energetica caratteristica di ogni corpo “caldo”. L’effetto del calore trasmesso per irraggiamento sui materiali è di mettere le molecole in movimento e di aumentarne quindi la temperatura.

 

 

o       L’UMIDITÀ’

 

La buona conservazione dei beni culturali dipende maggiormente dall’umidità relativa all’aria.

 In base alla quantità d’acqua presente sotto forma di vapore acqueo, si possono utilizzare i seguenti parametri: umidità relativa, umidità assoluta, umidità specifica, temperatura di rugiada, distanza dal punto di rugiada. L’umidità relativa rappresenta il rapporto tra le quantità di vapore acqueo presente in un certo volume d’aria a una certa temperatura e la quantità di vapore contenuto nello stesso volume d’aria alla saturazione ed alla stessa temperatura.

Per umidità assoluta si intende il rapporto tra la massa del vapore acqueo presente in un certo volume di aria ed il volume stesso. L’umidità assoluta è detta anche “ densità di vapore”.

L’umidità specifica è il rapporto tra la massa del vapore d’acqua contenuto in un certo volume d’aria e la corrispondente massa totale del sistema.

La temperatura di rugiada  è la temperatura alla quale il vapore diventa saturo q quindi comincia a condensarsi, a passare così alla fase liquida.

 

o       LE IDROMETEORE: pioggia, neve, grandine, nebbia, rugiada, brina, galaverna, vetrone.

 

Per idrometeora si intende ogni prodotto della condensazione (e successiva solidificazione) del vapore acqueo, che si forma sia nella libera atmosfera che al livello del suolo.

 

-          PIOGGIA:  è precipitazione di acqua liquida in forma di gocce che raggiungono la superficie della terra. Può costituire una causa di alterazione diretta dei materiali, in quanto può provocare effetti meccanici (asportazione di frammenti) e chimici (solubilizzazione). Particolarmente dannosa è quella quantità d’acqua piovana che ristagna, alla fine della precipitazione, nei e sui materiali, per poi evaporare  lentamente.

-          NEVE: è composta di cristalli di ghiaccio di forma esagonale e spesso agglomerati i fiocchi. La neve, oltre ai danni provocati dal peso proprio della precipitazione, può essere veicolo d’acqua e indurre fenomeni di gelività.

-          GRANDINE: può indurre danni rilevanti per l’azione meccanica esercitata dai chicchi che impattano il manufatto.

-          NEBBIA: consiste in minuscole goccioline d’acqua sospese negli strati dell’atmosfera a contatto con la superficie terrestre. Può avere un effetto bagnante sulla superficie dei materiali esposti all’aperto, facilitando in tal modo tutte quelle reazioni che avvengono in fase acquosa. Se tale fenomeno è accompagnato da vento, le superfici materiali possono bagnarsi in modo differenziato. Quindi le goccioline assorbendo gli inquinanti dell’aria, possono trovarsi sulla superficie dei manufatti.

-          RUGIADA, BRINA, GALAVERNA E VETRONE: la rugiada è l’acqua condensata sugli oggetti in prossimità del suolo, quando la temperatura di questo scende al di sotto del punto di condensazione a causa dell’irraggiamento notturno dei corpi verso il cielo.

            La brina è costituita dalla formazione di cristalli di ghiaccio sugli oggetti      prossimi al suolo,        quando la temperatura notturna scende sotto zero gradi.         

            La galaverna si forma sulle superfici esposte al vento gelido per      congelamento rapido di             minutissime goccioline sopraffuse di nebbia e di nube.

            Diciamo che si presenta come un     rivestimento di ghiaccio poroso, costituito da un deposito  di            granuli di ghiaccio separati da inclusioni di acqua.

            Il vetrone è uno strato di ghiaccio compatto, omogeneo e trasparente, dovuto al congelamento     delle gocce di pioggia che solidificano a contatto di superfici molto fredde.

 

o       LA RADIAZIONE SOLARE

 

Se un oggetto è esposto all’aperto la sua temperatura dipenderà dall’energia solare. Il sole emette radiazioni visibili, più una grande quantità di radiazioni infrarosse e ultraviolette.

 

 

Le radiazioni più pericolose sono le “ultraviolette”: sono dotate di un elevato contenuto energetico e può provocare l’alterazione di sostanze organiche, quali materiali cellulosici, vernici, protettivi e pigmenti organici, causandone la decolorazione e/o l’ingiallimento e/o l’imbrunire.

 

o       LA LUCE ARTIFICIALE

 

La luce artificiale, come quella naturale, danneggia molti materiali organici (carta, tessuti, coloranti, ecc..).

Questa tipologia di danno interessa in particola modo a beni culturali conservati all’interno di musei ed edifici storici.

In questi ultimi anni intere collezioni sono state danneggiate in modo irrimediabile proprio a causa di un’illuminazione inadatta ai fini conservativi. Un altro problema che la luce artificiale può provocare è l’alterazione nel tempo della visione cromatica degli oggetti: provoca l’ingiallimento delle vernici sui quadri, lo sbiadimento dei colori dei tessuti, l’ingiallimento della carta, lo sbiadimento delle fotografie, ecc.

Oggi vengono utilizzate lampade a “fluorescenza”: offrono la scelta tra nove toni diversi di bianco e permettono facilmente illuminazioni di carattere diffuso e continuo. Queste lampade però emanano radiazioni ultraviolette, pur se in quantità variabile in relazione al tono di colore e richiedono quindi l’uso di filtri UV.

o       IL VENTO

 

Si intende il movimento di masse d’aria. Può essere causa diretta o indiretta di alterazioni di manufatti esposti all’aperto, in quanto:

-          Esercita pressione meccanica sulle superfici e causa abrasioni con le particelle trasportate;

-          determina la direzione e la violenza d’impatto delle precipitazioni;

-          Influenza i processi di riscaldamento e di raffreddamento delle superfici;

-          Influenza i processi evaporazione, di condensazione e di cristallizzazione dei sali

-          influenza il trasporto, la diffusione e il deposito degli inquinanti aerodispersi: gas, particelle..

 

o       LA PRESENZA DI PUBBLICO

 

La presenza del pubblico determina variazioni delle condizioni climatiche degli ambienti indoor: i naturali fenomeni di respirazione, traspirazione e riscaldamento corporeo possono alterare notevolmente sia il tasso termoigrometrico, sia la composizione chimica dell’aria interna.

Una notevole presenza di pubblico innalza anche di parecchi gradi la temperatura dell’aria dell’ambiente e apporta una notevole quantità di vapore acqueo.

Se ad esempio sulle pareti vi sono degli affreschi, questo con il tempo si ricoprirà di un patina grigiastra.

 

 

c)     CAUSE BIOLOGICHE

 

Le cause di degrado di tipo biologico sono dovute all’instaurazione ed allo sviluppo di colonie di microrganismi (funghi, batteri), che con il proprio ciclo vitale possono interferire con i materiali costituenti  i beni culturali. Sulle superfici dei manufatti sono presenti strutture biologiche, quali spore, conidi, cellule vegetative. Se queste strutture biologiche sono in via di sviluppo si può parlare di biodeterioramento. Nella categoria dei biodeteriogeni vanno compresi non solo gli organismi microscopici, ma anche organismi come insetti, uccelli (in particolare modo piccioni),  roditori, ecc. nonché piante infestanti.

 

 

 

In conclusione, è dal grado di comprensione  che l’uomo ha dell’ambiente in cui vive che dipende l’utilizzo delle risorse ambientali e culturali; spesso la causa del degrado della qualità dell’ambiente non è dovuta essenzialmente all’inquinamento delle acque, dell’aria, del suolo, ma primariamente “all’inquinamento culturale”.

 


  

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