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Thursday, July 29, 2010 ..:: ATTIVITA' » SEZIONE PROTEZIONE CIVILE » Schema piano di protezione civile ::.. Register  Login
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Esempio Piani Protezione Civile

Premessa
Titolo I     Disposizioni di carattere generale
Capo I Prescrizioni

Art. 1 Finalità ed obiettivi (attuazione art.16 L.R. 5/95)
Art. 2 Efficacia del P.T.C.
Art. 3 Articolazione e contenuto del Piano
Art. 4 Gerarchia della struttura normativa
Art. 5 Modalità di attuazione
Art. 6 Adeguamento degli S.U. comunali alle prescrizioni del P.T.C.
Art. 7 Contenuto del Piano
Art. 8 Norme transitorie


Capo II Indirizzi

Art. 9 Tipologie e categorie di intervento urbanistico-territoriale in ambito rurale
Art. 10 Interventi sul patrimonio edilizio esistente in ambito rurale
Art. 11 Tipologie e categorie d’intervento in ambito urbano
Art. 12 Unità di paesaggio rurale con associate le tipologie e le categorie d’intervento urbanistico-territoriale in ambito rurale


Titolo II Contenuto avente valore di piano urbanistico - territoriale con specifica considerazione dei valori paesistici
Capo I Prescrizioni

Art. 13 Aree con rilevante funzione ambientale
Art. 14 Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (A1)
Art. 15 Riserve Naturali Statali (A2)
Art. 16 Aree di interesse scientifico (A3)
Art. 17 Aree di interesse naturalistico - ambientale (A4)
Art. 18 Zone di interesse storico - artistico - archeologico (A5)
Art. 19 Zone di interesse paesaggistico (A6)
Art. 20 Parchi Provinciali, Riserve, A.N.P.I.L.
Art. 21 Norme di salvaguardia per Parchi e Riserve Naturali provinciali


Capo II indirizzi per i Parchi e le Riserve provinciali

Art. 22 Parchi Provinciali
Art. 23 Riserve Naturali provinciali

Capo III indirizzi per gli Strumenti Urbanistici comunali

Art. 24 Aree naturali protette di interesse locale
Art. 25 Tutela dei beni di interesse storico - archeologico
Art. 26 Aree indiziate di interesse archeologico (A5.3)
Art. 27 Nuovi assetti edilizi e modifica di quelli esistenti nelle aree con rilevante funzione ambientale

Titolo III Attuazione della L.R. 64/95
Capo I Prescrizioni

Art. 28 Territorio rurale
Art. 29 Applicazione L.R. 64/95 e successive modificazioni ed integrazioni
Art. 30 Nuovi edifici rurali - applicazione art. 3 comma 2 della L.R. 64/95
Art. 31 Definizioni per l’applicazione dei parametri art. 3, comma 2 L.R. 64/95
Art. 32 Criteri per la valutazione e per i contenuti del Programma di Miglioramento Agricolo-Aziendale (PMAA) - art. 4 L.R. 64/95
Art. 33 Trasferimenti o locazioni parziali di fondi agricoli
Art. 34 Criteri e parametri per l’individuazione delle dimensioni delle pertinenze degli edifici deruralizzati di cui agli artt. 5, 5bis e 5ter L.R. 64/95.
Art. 35 Criteri e parametri per gli interventi di miglioramento fondiario collegati alle deruralizzazioni - art. 5bis L.R. 64/95
Art. 36 Criteri per gli interventi di miglioramento fondiario ai fini della tutela ambientale - art. 4 comma 2, lett. b L.R. 64/95
Art.37 Parametri per l’individuazione dei rapporti tra edifici e superfici fondiarie - art. 3 comma 5 bis L.R. 64/95
Art.38 Annessi agricoli superiori alla capacità produttiva del fondo - art. 3, comma 5bis L.R. 64/95
Art.39 Tempi di lavoro per colture agrarie

Capo II indirizzi

Art. 40 Ambienti rurali
Art. 41 Contenuti del Programma di Miglioramento Agricolo Aziendale (PMAA) - artt. 4 e 7 L.R. 64/95
Art. 42 Analisi conoscitive del comparto agricolo forestale di indirizzo ai Piani strutturali
Art. 43 Criteri ed indirizzi per l’identificazione delle aree a prevalente funzione agricola
Art. 44 Zonizzazione comunale delle aree agricole
Art. 45 Nuove residenze agricole ed annessi agricoli
Art. 46 Indirizzi per la revisione del  Piano Faunistico Provinciale


Titolo IV Uso e Tutela delle risorse naturali
Capo I Prescrizioni

Art. 47 Difesa del suolo
Art. 48 Uso e tutela della risorsa idrica
Art. 49 L’uso e la valorizzazione della risorsa energetica

Capo II indirizzi

Art. 50 Difesa del Suolo
Art. 51 Riduzione del rischio idraulico
Art. 52 Tutela e contenimento dell’uso delle risorse idriche
Art. 53 Vulnerabilità idrogeologica
Art. 54 Tutela della risorsa idrica sotterranea
Art. 55 Contenimento dell’uso della risorsa energetica


Titolo V Articolazione e linee di evoluzione dei sistemi urbani
Capo I Prescrizioni

Art. 56 Componenti del sistema insediativo
Art. 57 Evoluzione del sistema insediativo


Capo II Prestazioni ed ambiti localizzativi

Art. 58 Evoluzione dei sistemi urbani ed infrastrutturali
Art. 59 Piani d’Area

Capo III indirizzi

Art. 60 Pianificazione dei territori circostanti insediamenti industriali con attività classificabili a rischio di incidente rilevante ex D.P.R. 175/88
Art. 61 Revisione del Piano di Bacino del Trasporto Pubblico Locale (L.R. 14/84)
Art. 62 Piano del Traffico relativo alla viabilità extraurbana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piano Provinciale di Emergenza

INDICE

1.1 Premessa
1.2 Aspetti normativi

1.2.1 Introduzione ai piani di emergenza
1.2.2 Profilo storico
1.2.3 La legge regionale veneta n° 58/84
1.2.4 Il Testo Unico 2000 sull'ordinamento degli enti locali: Decreto Legislativo 267/2000
1.2.5 La legge n° 225/92

1.2.5.1 Il Servizio Nazionale di Protezione Civile (SNPC)
1.2.5.2 Compiti che la L. 225/92 attribuisce a Regione, Provincia, Prefetto e Comuni

1.2.6 Il decreto legislativo n° 112/98
1.2.7 La legge regionale veneta n° 17/98
1.2.8 Il decreto legislativo n° 334/99
1.2.9 La legge regionale n° 11/01
1.2.10 Il PTP e le sue norme di attuazione
1.2.11 Il decreto del Presidente della Repubblica: 8/02/01 n° 194

1.3 Scopi e limiti del lavoro
1.4 Aspetti informatici generali
1.5 Pianificazione di protezione civile e pianificazione territoriale

2. ANALISI DEL TERRITORIO

2.1 Profilo amministrativo

2.1.1 Inquadramento generale
2.1.2 I Comuni
2.1.3 I Consorzi di bonifica
2.1.4 Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale "Laguna di Venezia"
2.1.5 Le Aziende Sanitarie Locali (ASL)

2.2 Profilo fisico-territoriale

2.2.1 Dati generali
2.2.2 Geomorfologia

2.2.2.1 Microrilievo
2.2.2.2 Bonifica idraulica

2.2.3 Pedologia
2.2.4 Geologia
2.2.5 Idrogeologia

2.2.5.1 Introduzione
2.2.5.2 Sintesi dei dati raccolti
2.2.5.3 Conclusioni

2.2.6 Idrografia
2.2.7 Fascia costiera

2.2.7.1 La crisi erosiva del litorale Veneto Orientale

2.2.7.1.1 Introduzione
2.2.7.1.2 Inquadramento geografico
2.2.7.1.3 Evoluzione recente dei litorali e stato attuale dell'arenile
2.2.7.1.4 Considerazioni conclusive

2.3 Assetto della popolazione

2.3.1 Popolazione
2.3.2 Flussi turistici

2.4 Reti di comunicazione
2.5 Linee aeree e condotte interrate con relativi impianti principali
2.6 Situazione urbanistica

2.6.1 Una rilettura delle identità specifiche e delle rispettive prospettive di sviluppo

2.6.1.1 L'Area Orientale (Portogruarese e Sandonatese)
2.6.1.2 L'Area Centrale (Veneziano e Miranese)
2.6.1.3 La Riviera del Brenta
2.6.1.4 L'Area Meridionale

2.7 Risorse
2.8 Edifici strategici

3. ANALISI DEI RISCHI

3.1 Rischi principali presenti nel territorio provinciale

3.1.1 Rischio idraulico

3.1.1.1 Aspetti normativi relativi al rischio idraulico
3.1.1.2 Descrizione del sistema idrografico
3.1.1.3 Condizioni della bonifica
3.1.1.4 Analisi del rischio
3.1.1.5 Condizioni idrauliche dei fiumi

3.1.1.5.1 Fiume Tagliamento

3.1.1.5.1.1 Eventi storici di piena

3.1.1.5.2 Fiume Livenza 3.1.1.5.2.1 Eventi storici di piena
3.1.1.5.3 Fiume Piave 3.1.1.5.3.1 Eventi storici di piena
3.1.1.5.4 Fiume Sile 3.1.1.5.4.1 Eventi storici di piena
3.1.1.5.5 Fiume Brenta-Bacchiglione e Gorzone

3.1.1.5.5.1 Eventi storici di piena

3.1.1.5.6 Fiume Adige

3.1.1.5.6.1 Eventi storici di piena

3.1.1.5.7 Bacini dei fiumi di interesse regionale

3.1.1.5.7.1 Fiume Lemene

3.1.1.5.8 Bacini dei fiumi minori

3.1.1.5.8.1 Fiumi Dese-Zero-Marzenego

3.1.1.5.8.1.1 Piene Marzenego

3.1.1.5.8.2 Territorio compreso tra i fiumi Marzenego e Brenta

3.1.2 Rischio sismico

3.1.2.1 Aspetti generali
3.1.2.2 Sismicità storica
3.1.2.3 Valutazione del rischio sismico

3.1.3 Rischio idropotabile

3.1.3.1 Premessa
3.1.3.2 Rischio di inquinamento delle acque sotterranee
3.1.3.3 Rischio di inquinamento delle falde profonde (confinate), utilizzate per l'imbottigliamento
3.1.3.4 Rischio di inquinamento di falde superficiali

3.1.4 Rischi derivanti da eventi meteorologici

3.1.4.1 Introduzione
3.1.4.2 Le precipitazioni
3.1.4.3 Il temporale
3.1.4.4 Il nubifragio
3.1.4.5 Le grandinate
3.1.4.6 La nebbia
3.1.4.7 Le gelate
3.1.4.8 La galaverna
3.1.4.9 La neve
3.1.4.10 Il verglas
3.1.4.11 Le trombe d'aria

3.1.5 Rischio industriale

3.1.5.1 Premessa
3.1.5.2 Banca dati dell'ARPAV

3.1.5.2.1 Presentazione della struttura
3.1.5.2.2 Gestione delle schede

3.1.5.3 Localizzazione degli stabilimenti

3.1.6 Rischio da trasporto di sostanze pericolose

3.1.6.1 Il trasporto di merci pericolose

3.1.6.1.1 Etichette quadrate disposte di spigolo
3.1.6.1.2 Etichette di tipo rettangolare

 

4.SCENARI DI RISCHIO

4.1 Scenari di rischio idraulico

4.1.1 Fattori di rischio idraulico
4.1.2 Aree vulnerabili
4.1.3 Tratto terminale del fiume Tagliamento
4.1.4 Tratto terminale del fiume Lemene
4.1.5 Tratto terminale del fiume Livenza
4.1.6 Tratto terminale del fiume Piave
4.1.7 Tratto terminale del fiume Sile
4.1.8 Bacino del Dese-Zero-Marzenego
4.1.9 Territorio compreso fra Marzenego e Brenta
4.1.10 Territorio compreso fra il tratto terminale del Brenta-Bacchiglione e Adige
4.1.11 Determinazione del rischio idraulico nelle reti di bonifica

4.1.11.1 Metodologia
4.1.11.2 Elenco situazioni di rischio idraulico suddivise per Consorzi di Bonifica

4.1.11.2.1 Pianura Veneta tra Livenza e Tagliamento
4.1.11.2.2 Basso Piave
4.1.11.2.3 Destra Piave
4.1.11.2.4 Dese Sile
4.1.11.2.5 Sinistra Medio Brenta
4.1.11.2.6 Bacchiglione Brenta
4.1.11.2.7 Adige Bacchiglione
4.1.11.2.8 Polesine Adige Canal Bianco
4.1.11.2.9 Delta Po Adige

4.2 Scenari di rischio sismico
4.3 Scenari di rischio idropotabile

4.3.1 Strutturazione del sistema di emergenza per il rischio idropotabile nel SIGEV

4.3.1.1 Siti (bersagli) di rischio
4.3.1.2 Elenco degli eventi previsti
4.3.1.3 Scenari
4.3.1.4 Schema procedurale
4.3.1.5 Banche dati
4.3.1.6 Schema grafico riassuntivo

4.3.2 Proposta per l'ottimizzazione dei monitoraggi e delle procedure

4.3.2.1 Realizzazione di reti di monitoraggio idrogeologiche di allarme dedicate al controllo delle aree di captazione acquedottistica e delle aree di diffuso od esclusivo approvvigionamento autonomo
4.3.2.2 Definizione di aree di riserva delle acque sotterranee
4.3.2.3 Delimitazione con criterio idrogeologico delle fasce di rispetto delle opere di captazione
4.3.2.4 Parametrizzazione idrogeologica degli acquiferi oggetto dei principali prelievi a scopo potabile
4.3.2.5 Implementazione di modelli di propagazione degli inquinanti sulla base della parametrizzazione idrogeologica
4.3.2.6 Definizione di specifici protocolli di intervento e di sistemi finalizzati a garantire l'approvvigionamento idrico di emergenza, in caso di inquinamento di una o più fonti idropotabili
4.3.2.7 Attuazione della normativa vigente con particolare riferimento al Decreto 26/03/91 "Norme tecniche di prima attuazione del dpr 236/88 relativo all'attuazione della direttiva CEE 80/778 concernente la qualità delle acque destinato al consumo umano, ai sensi dell'art.
15 della L. 183/87

4.4 Scenari dei rischi derivanti da eventi meteorologici

4.4.1 Verglas
4.4.2 Trombe d'aria

4.5 Scenari di rischio industriale

4.5.1 Scenari incidentali

4.5.1.1 Incendio
4.5.1.2 Esplosione
4.5.1.3 Rilascio

4.5.2 Scenari

4.5.2.1 Fuoriuscita accidentale di ammoniaca anidra

4.5.2.1.1 Premessa
4.5.2.1.2 Conseguenze
4.5.2.1.3 Provvedimenti

4.5.2.2 Fuoriuscita accidentale di fosgene

4.5.2.2.1 Premessa
4.5.2.2.2 Conseguenze
4.5.2.2.3 Provvedimenti

4.5.2.3 Fuoriuscita accidentale di cloruro di vinile monomero (C.V.M.)

4.5.2.3.1 Premessa
4.5.2.3.2 Conseguenze
4.5.2.3.3 Provvedimenti

4.5.2.4 Scoppio di serbatoi di benzina

4.5.2.4.1 Premessa
4.5.2.4.2 Conseguenze
4.5.2.4.3 Provvedimenti

4.5.2.5 Scoppio di serbatoio di GPL

4.5.2.5.1 Premessa
4.5.2.5.2 Conseguenze
4.5.2.5.3 Provvedimenti

4.5.2.6 Incendio a serbatoio di benzina

4.5.2.6.1 Premessa
4.5.2.6.2 Conseguenze
4.5.2.6.3 Provvedimenti

4.6 Scenari di rischio di trasporto di sostanze pericolose

4.6.1 Premessa
4.6.2 Definizione degli scenari incidentali
4.6.3 Impostazione del lavoro

4.6.3.1 Livello di protezione. Zone di pianificazione

4.6.3.1.1 Definizione delle zone di pianificazione
4.6.3.1.2 Prima zona - Zona di sicuro impatto
4.6.3.1.3 Seconda zona - Zona di danno
4.6.3.1.4 Terza zona - Zona di attenzione

4.6.3.2 Livelli di protezione - Valori di riferimento per la valutazione degli effetti

4.6.3.2.1 Legenda
4.6.3.2.2 Note alla tabella

4.6.3.3 Entità del rilascio
4.6.3.4 Rilascio di GPL
4.6.3.5 Rilascio di NH3
4.6.3.6 Rilascio di Cl2
4.6.3.7 Risultati
4.6.3.8 Applicazione modello EFFECT 2

4.6.3.8.1 Stima delle conseguenze degli scenari incidentali per rilascio di GPL 4.

4.6.3.8.1.1 Caratterizzazione termine sorgente

4.6.3.8.2 Stima delle conseguenze degli scenari incidentali per rilascio NH3

4.6.3.8.2.1 Caratterizzazione tramite sorgente
4.6.3.8.2.2 Rilascio da foro
4.6.3.8.2.3 Evaporazione da pozza
4.6.3.8.2.4 Risultati

4.6.3.8.3 Stima delle conseguenze degli scenari incidentali per rilascio di Cl2

4.6.3.8.3.1 Caratterizzazione termine sorgente
4.6.3.8.3.2 Rilascio da foro
4.6.3.8.3.3 Evaporazione da pozza
4.6.3.8.3.4 Risultati

5. AMBITI TERRITORIALI OMOGENEI IN RAGIONE DEI RISCHI ATTESI

5.1 Premessa
5.2 Sintesi dei rischi attesi
5.3 Gli Ambiti Territoriali Omogenei in ragione dei rischi attesi

6. IL SISTEMA INFORMATIVO PER LA GESTIONE DELLE EMERGENZE DELLA PROVINCIA DI VENEZIA (SIGEV)

6.1 Il SIGEV provinciale

6.1.1 Descrizione, funzionalità e caratteristiche

6.1.1.1 Il software realizzato
6.1.1.2 Stati automa ed operazioni possibili

6.2 Il SIGEV comunale

6.2.1 Premessa
6.2.2 Il software realizzato

7. PROCEDURE DI INTERVENTO PER LE DIVERSE TIPOLOGIE DI RISCHIO

7.1 Modello d'intervento

7.1.1 Attività di previsione e prevenzione. Organismi permanenti
7.1.2 L'Organo provinciale di Protezione Civile
7.1.3 L'Ufficio Tecnico Provinciale di Protezione Civile (UTPPC)

7.2 Strutture decisionali ed operative

7.2.1 Il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS)
7.2.2 Il Centro Operativo Misto (COM)
7.2.3 I Centri Operativi Comunali (COC)

7.3 La Sala Operativa
7.4 Le funzioni

7.4.1 Funzione scientifica
7.4.2 Sanità ed assistenza sociale
7.4.3 Mass media ed informazione
7.4.4 Volontariato
7.4.5 Risorse
7.4.6 Trasporto, circolazione e viabilità
7.4.7 Telecomunicazioni
7.4.8 Servizi essenziali
7.4.9 Censimento danni a persone e cose
7.4.10 Strutture operative S.a.R. (non prevista nei COC)
7.4.11 Enti Locali (non previste nei COC)
7.4.12 Materiali pericolosi
7.4.13 Assistenza alla popolazione
7.4.14 Coordinamento Centri Operativi (non previsto nei COC)

7.5 Definizione delle procedure di attivazione

7.5.1 Le procedure di intervento per le diverse tipologie di rischio

7.5.1.1 Premessa
7.5.1.2 Rischio idraulico

7.5.1.2.1 Procedure di allertamento
7.5.1.2.2 Fase di attenzione
7.5.1.2.3 Fase di preallarme
7.5.1.2.4 Fase di allarme

7.5.1.3 Rischio sismico
7.5.1.4 Rischio idropotabile
7.5.1.5 Rischio industriale
7.5.1.6 Rischio derivante da eventi meteorologici

7.5.1.6.1 Trombe d'aria
7.5.1.6.2 Gelate

8. INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE

8.1 Premessa
8.2 L'informazione

8.2.1 La comunicazione propedeutica
8.2.2 La comunicazione preventiva
8.2.3 Comunicazione in stato di crisi
8.2.4 Numero unico per le emergenze
8.2.5 L'informazione attraverso le emittenti radiofoniche e televisive
8.2.6 La comunicazione delle autorità
8.2.7 L'informazione tramite Internet
8.2.8 La comunicazione del rischio industriale

9. PIANI COMUNALI

9.1 Proposta di schema tipo di elaborazione dei Piani comunali di protezione civile
9.2 Parte generale

9.2.1 Analisi territoriale
9.2.2 Analisi dei rischi
9.2.3 Carte di sintesi
9.2.4 Scenari di rischio
9.2.5 Carta di sintesi generale

9.3 Lineamenti della pianificazione

9.3.1 La salvaguardia della popolazione
9.3.2 L'informazione alla popolazione
9.3.3 Salvaguardia del sistema produttivo locale
9.3.4 Ripristino della viabilità e dei trasporti
9.3.5 Funzionalità delle telecomunicazioni
9.3.6 Funzionalità dei servizi essenziali
9.3.7 Rapporti con le istituzioni locali per la continuità amministrativa
9.3.8 Censimento e salvaguardia dei Beni Culturali

9.4 Relazione dell'intervento e censimento dei danni
9.5 Struttura dinamica e aggiornamento del Piano
9.6 Il modello di intervento
9.7 Sintesi

9.7.1 Analizzare il territorio
9.7.2 Analizzare il rischio
9.7.3 Elaborare una cartografia
9.7.4 Definire le risposte del sistema comunale di Protezione Civile
9.7.5 Organizzazioni per funzioni
9.7.6 Definire il modello operativo
9.7.7 Definire le procedure operative


ELENCO DEGLI ALLEGATI

Cartografia

1 Profilo amministrativo (In Preparazione) - 1 : 250.000
2 Ambiti territoriali omogenei dei servizi idrici integrati - 1 : 250.000
3 Aziende locali socio sanitarie - 1 : 250.000
4 Unità geomorfologiche - 1 : 100.000
5 Microrilievo - 1 : 100.000
6 Carta litologica con indicazioni della permeabilità - 1 : 100.000
7 Risorse idriche sotterranee - 1 : 100.000
8 Carta idrografica e dei bacini idrografici - 1 : 100.000
9 Densità della popolazione - 1 : 250.000
10 Reti di comunicazione - 1 : 100.000
11 Linee aeree e condotte interrate - 1 : 100.000
12 Assetto urbanistico - 1 : 100.000
13 Gruppi comunali di Protezione Civile - 1 : 250.000
14 Istituzioni - 1 : 100.000
15 Edifici strategici - 1 : 250.000
16 Rischio idraulico per esondazione da reti di scarico interne e manufatti idrici - 1 : 100.000
17 Priorità d'intervento sul rischio idraulico - 1 : 100.000
18 Aree inondabili relative ai tratti terminali dei fiumi principali - 1 : 100.000
19 Massima intensità macrosismica comunale - 1 : 250.000
20 Vulnerabilità della falda freatica e rete di monitoraggio delle falde profonde - 1 : 100.000
21 Rischio industriale e trasporto di sostanze pericolose - 1 : 100.000
22 Sintesi dei rischi attesi - 1 : 100.000
23 Ambiti territoriali omogenei di Protezione Civile - 1 : 250.000
24 Sedi COM - 1 : 250.000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Contenuti del Piano di Emergenza

1.      IL SISTEMA REGIONALE DI PROTEZIONE CIVILE E LA GESTIONE DELL'EMERGENZA

1.1.            Obiettivi della Direttiva Regionale

1.2.            Il quadro di riferimento istituzionale e il Sistema Regionale di
. ...........protezione Civile

1.3.            Livelli operativi di gestione e pianificazione dell'emergenza

1.3.1.                  Principio di sussidiarietà in emergenza

2.      DIRETTIVA PER I PIANI DI EMERGENZA COMUNALI E INTERCOMUNALI

2.1.            Ruolo dei Comuni e delle Comunità Montane nella Protezione Civile

2.2.            Soggetti abilitati alla redazione del Piano

2.3.            Supporti informatici del Piano

2.4.            Comunicazione e mass-media

2.4.1.                  Finalità dell'informazione

2.4.2.                  Informazione e media

2.4.3.                  Il responsabile della comunicazione

2.4.4.                  Salvaguardia dell'individuo

2.4.5.                  Supporto psicologico e sociale

2.5.            Gestire un'evacuazione

2.6.            Livelli di approfondimento del Piano di Emergenza  Comunale e
............ Intercomunale

2.6.1.                  Piano obbligatorio

2.6.2.                  Piano facoltativo

2.6.3.                  Definizione dei parametri cartografici

2.7.            Schema di Piano commentato

2.7.1.                  Obiettivi del Piano d'Emergenza Comunale o Intercomunale

2.7.2.                  Analisi di pericolosità ed individuazione degli elementi a rischio

2.7.3.                  Aree di emergenza

2.7.4                   Scenari di Rischio

2.7.5.                  Sistemi di Monitoraggio

2.7.6.                  Il modello di intervento

2.7.7.                  Verifica e aggiornamento del Piano

2.8.            I piani di emergenza intercomunali

3.      DIRETTIVA PER I PIANI DI EMERGENZA PROVINCIALI

3.1.            Ruolo delle Province nella Protezione Civile

3.2.            Soggetti abilitati alla redazione del Piano

3.3.            Differenza tra programmazione e pianificazione

3.3.1.                  L'attività di programmazione

3.3.2.                  L'attività di pianificazione

3.4.            Schema di Piano commentato

3.4.1.                  Obiettivi del Piano di Emergenza Provinciale

3.4.2.                  Analisi di pericolosità ed individuazione degli elementi a rischio

3.4.3.                  Aree di emergenza

3.4.4.                  Scenari di rischio

3.4.5.                  Sistemi di Monitoraggio

3.4.6.                  Il modello di intervento

3.4.7.                  Verifica e aggiornamento del Piano 

allegati

Flow chart piano di emergenza

Flow chart gestione emergenza

 


  

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