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Piano Provinciale di Emergenza
INDICE
1. INTRODUZIONE GENERALE
1.1 Premessa 1.2 Aspetti normativi
1.2.1 Introduzione ai piani di emergenza 1.2.2 Profilo storico 1.2.3 La legge regionale veneta n° 58/84 1.2.4 Il Testo Unico 2000 sull'ordinamento degli enti locali: Decreto Legislativo 267/2000 1.2.5 La legge n° 225/92
1.2.5.1 Il Servizio Nazionale di Protezione Civile (SNPC) 1.2.5.2 Compiti che la L. 225/92 attribuisce a Regione, Provincia, Prefetto e Comuni
1.2.6 Il decreto legislativo n° 112/98 1.2.7 La legge regionale veneta n° 17/98 1.2.8 Il decreto legislativo n° 334/99 1.2.9 La legge regionale n° 11/01 1.2.10 Il PTP e le sue norme di attuazione 1.2.11 Il decreto del Presidente della Repubblica: 8/02/01 n° 194
1.3 Scopi e limiti del lavoro 1.4 Aspetti informatici generali 1.5 Pianificazione di protezione civile e pianificazione territoriale
2. ANALISI DEL TERRITORIO
2.1 Profilo amministrativo
2.1.1 Inquadramento generale 2.1.2 I Comuni 2.1.3 I Consorzi di bonifica 2.1.4 Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale "Laguna di Venezia" 2.1.5 Le Aziende Sanitarie Locali (ASL)
2.2 Profilo fisico-territoriale
2.2.1 Dati generali 2.2.2 Geomorfologia
2.2.2.1 Microrilievo 2.2.2.2 Bonifica idraulica
2.2.3 Pedologia 2.2.4 Geologia 2.2.5 Idrogeologia
2.2.5.1 Introduzione 2.2.5.2 Sintesi dei dati raccolti 2.2.5.3 Conclusioni
2.2.6 Idrografia 2.2.7 Fascia costiera
2.2.7.1 La crisi erosiva del litorale Veneto Orientale
2.2.7.1.1 Introduzione 2.2.7.1.2 Inquadramento geografico 2.2.7.1.3 Evoluzione recente dei litorali e stato attuale dell'arenile 2.2.7.1.4 Considerazioni conclusive
2.3 Assetto della popolazione
2.3.1 Popolazione 2.3.2 Flussi turistici
2.4 Reti di comunicazione 2.5 Linee aeree e condotte interrate con relativi impianti principali 2.6 Situazione urbanistica
2.6.1 Una rilettura delle identità specifiche e delle rispettive prospettive di sviluppo
2.6.1.1 L'Area Orientale (Portogruarese e Sandonatese) 2.6.1.2 L'Area Centrale (Veneziano e Miranese) 2.6.1.3 La Riviera del Brenta 2.6.1.4 L'Area Meridionale
2.7 Risorse 2.8 Edifici strategici
3. ANALISI DEI RISCHI
3.1 Rischi principali presenti nel territorio provinciale
3.1.1 Rischio idraulico
3.1.1.1 Aspetti normativi relativi al rischio idraulico 3.1.1.2 Descrizione del sistema idrografico 3.1.1.3 Condizioni della bonifica 3.1.1.4 Analisi del rischio 3.1.1.5 Condizioni idrauliche dei fiumi
3.1.1.5.1 Fiume Tagliamento
3.1.1.5.1.1 Eventi storici di piena
3.1.1.5.2 Fiume Livenza 3.1.1.5.2.1 Eventi storici di piena 3.1.1.5.3 Fiume Piave 3.1.1.5.3.1 Eventi storici di piena 3.1.1.5.4 Fiume Sile 3.1.1.5.4.1 Eventi storici di piena 3.1.1.5.5 Fiume Brenta-Bacchiglione e Gorzone
3.1.1.5.5.1 Eventi storici di piena
3.1.1.5.6 Fiume Adige
3.1.1.5.6.1 Eventi storici di piena
3.1.1.5.7 Bacini dei fiumi di interesse regionale
3.1.1.5.7.1 Fiume Lemene
3.1.1.5.8 Bacini dei fiumi minori
3.1.1.5.8.1 Fiumi Dese-Zero-Marzenego
3.1.1.5.8.1.1 Piene Marzenego
3.1.1.5.8.2 Territorio compreso tra i fiumi Marzenego e Brenta
3.1.2 Rischio sismico
3.1.2.1 Aspetti generali 3.1.2.2 Sismicità storica 3.1.2.3 Valutazione del rischio sismico
3.1.3 Rischio idropotabile
3.1.3.1 Premessa 3.1.3.2 Rischio di inquinamento delle acque sotterranee 3.1.3.3 Rischio di inquinamento delle falde profonde (confinate), utilizzate per l'imbottigliamento 3.1.3.4 Rischio di inquinamento di falde superficiali
3.1.4 Rischi derivanti da eventi meteorologici
3.1.4.1 Introduzione 3.1.4.2 Le precipitazioni 3.1.4.3 Il temporale 3.1.4.4 Il nubifragio 3.1.4.5 Le grandinate 3.1.4.6 La nebbia 3.1.4.7 Le gelate 3.1.4.8 La galaverna 3.1.4.9 La neve 3.1.4.10 Il verglas 3.1.4.11 Le trombe d'aria
3.1.5 Rischio industriale
3.1.5.1 Premessa 3.1.5.2 Banca dati dell'ARPAV
3.1.5.2.1 Presentazione della struttura 3.1.5.2.2 Gestione delle schede
3.1.5.3 Localizzazione degli stabilimenti
3.1.6 Rischio da trasporto di sostanze pericolose
3.1.6.1 Il trasporto di merci pericolose
3.1.6.1.1 Etichette quadrate disposte di spigolo 3.1.6.1.2 Etichette di tipo rettangolare
4.SCENARI DI RISCHIO
4.1 Scenari di rischio idraulico
4.1.1 Fattori di rischio idraulico 4.1.2 Aree vulnerabili 4.1.3 Tratto terminale del fiume Tagliamento 4.1.4 Tratto terminale del fiume Lemene 4.1.5 Tratto terminale del fiume Livenza 4.1.6 Tratto terminale del fiume Piave 4.1.7 Tratto terminale del fiume Sile 4.1.8 Bacino del Dese-Zero-Marzenego 4.1.9 Territorio compreso fra Marzenego e Brenta 4.1.10 Territorio compreso fra il tratto terminale del Brenta-Bacchiglione e Adige 4.1.11 Determinazione del rischio idraulico nelle reti di bonifica
4.1.11.1 Metodologia 4.1.11.2 Elenco situazioni di rischio idraulico suddivise per Consorzi di Bonifica
4.1.11.2.1 Pianura Veneta tra Livenza e Tagliamento 4.1.11.2.2 Basso Piave 4.1.11.2.3 Destra Piave 4.1.11.2.4 Dese Sile 4.1.11.2.5 Sinistra Medio Brenta 4.1.11.2.6 Bacchiglione Brenta 4.1.11.2.7 Adige Bacchiglione 4.1.11.2.8 Polesine Adige Canal Bianco 4.1.11.2.9 Delta Po Adige
4.2 Scenari di rischio sismico 4.3 Scenari di rischio idropotabile
4.3.1 Strutturazione del sistema di emergenza per il rischio idropotabile nel SIGEV
4.3.1.1 Siti (bersagli) di rischio 4.3.1.2 Elenco degli eventi previsti 4.3.1.3 Scenari 4.3.1.4 Schema procedurale 4.3.1.5 Banche dati 4.3.1.6 Schema grafico riassuntivo
4.3.2 Proposta per l'ottimizzazione dei monitoraggi e delle procedure
4.3.2.1 Realizzazione di reti di monitoraggio idrogeologiche di allarme dedicate al controllo delle aree di captazione acquedottistica e delle aree di diffuso od esclusivo approvvigionamento autonomo 4.3.2.2 Definizione di aree di riserva delle acque sotterranee 4.3.2.3 Delimitazione con criterio idrogeologico delle fasce di rispetto delle opere di captazione 4.3.2.4 Parametrizzazione idrogeologica degli acquiferi oggetto dei principali prelievi a scopo potabile 4.3.2.5 Implementazione di modelli di propagazione degli inquinanti sulla base della parametrizzazione idrogeologica 4.3.2.6 Definizione di specifici protocolli di intervento e di sistemi finalizzati a garantire l'approvvigionamento idrico di emergenza, in caso di inquinamento di una o più fonti idropotabili 4.3.2.7 Attuazione della normativa vigente con particolare riferimento al Decreto 26/03/91 "Norme tecniche di prima attuazione del dpr 236/88 relativo all'attuazione della direttiva CEE 80/778 concernente la qualità delle acque destinato al consumo umano, ai sensi dell'art. 15 della L. 183/87
4.4 Scenari dei rischi derivanti da eventi meteorologici
4.4.1 Verglas 4.4.2 Trombe d'aria
4.5 Scenari di rischio industriale
4.5.1 Scenari incidentali
4.5.1.1 Incendio 4.5.1.2 Esplosione 4.5.1.3 Rilascio
4.5.2 Scenari
4.5.2.1 Fuoriuscita accidentale di ammoniaca anidra
4.5.2.1.1 Premessa 4.5.2.1.2 Conseguenze 4.5.2.1.3 Provvedimenti
4.5.2.2 Fuoriuscita accidentale di fosgene
4.5.2.2.1 Premessa 4.5.2.2.2 Conseguenze 4.5.2.2.3 Provvedimenti
4.5.2.3 Fuoriuscita accidentale di cloruro di vinile monomero (C.V.M.)
4.5.2.3.1 Premessa 4.5.2.3.2 Conseguenze 4.5.2.3.3 Provvedimenti
4.5.2.4 Scoppio di serbatoi di benzina
4.5.2.4.1 Premessa 4.5.2.4.2 Conseguenze 4.5.2.4.3 Provvedimenti
4.5.2.5 Scoppio di serbatoio di GPL
4.5.2.5.1 Premessa 4.5.2.5.2 Conseguenze 4.5.2.5.3 Provvedimenti
4.5.2.6 Incendio a serbatoio di benzina
4.5.2.6.1 Premessa 4.5.2.6.2 Conseguenze 4.5.2.6.3 Provvedimenti
4.6 Scenari di rischio di trasporto di sostanze pericolose
4.6.1 Premessa 4.6.2 Definizione degli scenari incidentali 4.6.3 Impostazione del lavoro
4.6.3.1 Livello di protezione. Zone di pianificazione
4.6.3.1.1 Definizione delle zone di pianificazione 4.6.3.1.2 Prima zona - Zona di sicuro impatto 4.6.3.1.3 Seconda zona - Zona di danno 4.6.3.1.4 Terza zona - Zona di attenzione
4.6.3.2 Livelli di protezione - Valori di riferimento per la valutazione degli effetti
4.6.3.2.1 Legenda 4.6.3.2.2 Note alla tabella
4.6.3.3 Entità del rilascio 4.6.3.4 Rilascio di GPL 4.6.3.5 Rilascio di NH3 4.6.3.6 Rilascio di Cl2 4.6.3.7 Risultati 4.6.3.8 Applicazione modello EFFECT 2
4.6.3.8.1 Stima delle conseguenze degli scenari incidentali per rilascio di GPL 4.
4.6.3.8.1.1 Caratterizzazione termine sorgente
4.6.3.8.2 Stima delle conseguenze degli scenari incidentali per rilascio NH3
4.6.3.8.2.1 Caratterizzazione tramite sorgente 4.6.3.8.2.2 Rilascio da foro 4.6.3.8.2.3 Evaporazione da pozza 4.6.3.8.2.4 Risultati
4.6.3.8.3 Stima delle conseguenze degli scenari incidentali per rilascio di Cl2
4.6.3.8.3.1 Caratterizzazione termine sorgente 4.6.3.8.3.2 Rilascio da foro 4.6.3.8.3.3 Evaporazione da pozza 4.6.3.8.3.4 Risultati
5. AMBITI TERRITORIALI OMOGENEI IN RAGIONE DEI RISCHI ATTESI
5.1 Premessa 5.2 Sintesi dei rischi attesi 5.3 Gli Ambiti Territoriali Omogenei in ragione dei rischi attesi
6. IL SISTEMA INFORMATIVO PER LA GESTIONE DELLE EMERGENZE DELLA PROVINCIA DI VENEZIA (SIGEV)
6.1 Il SIGEV provinciale
6.1.1 Descrizione, funzionalità e caratteristiche
6.1.1.1 Il software realizzato 6.1.1.2 Stati automa ed operazioni possibili
6.2 Il SIGEV comunale
6.2.1 Premessa 6.2.2 Il software realizzato
7. PROCEDURE DI INTERVENTO PER LE DIVERSE TIPOLOGIE DI RISCHIO
7.1 Modello d'intervento
7.1.1 Attività di previsione e prevenzione. Organismi permanenti 7.1.2 L'Organo provinciale di Protezione Civile 7.1.3 L'Ufficio Tecnico Provinciale di Protezione Civile (UTPPC)
7.2 Strutture decisionali ed operative
7.2.1 Il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) 7.2.2 Il Centro Operativo Misto (COM) 7.2.3 I Centri Operativi Comunali (COC)
7.3 La Sala Operativa 7.4 Le funzioni
7.4.1 Funzione scientifica 7.4.2 Sanità ed assistenza sociale 7.4.3 Mass media ed informazione 7.4.4 Volontariato 7.4.5 Risorse 7.4.6 Trasporto, circolazione e viabilità 7.4.7 Telecomunicazioni 7.4.8 Servizi essenziali 7.4.9 Censimento danni a persone e cose 7.4.10 Strutture operative S.a.R. (non prevista nei COC) 7.4.11 Enti Locali (non previste nei COC) 7.4.12 Materiali pericolosi 7.4.13 Assistenza alla popolazione 7.4.14 Coordinamento Centri Operativi (non previsto nei COC)
7.5 Definizione delle procedure di attivazione
7.5.1 Le procedure di intervento per le diverse tipologie di rischio
7.5.1.1 Premessa 7.5.1.2 Rischio idraulico
7.5.1.2.1 Procedure di allertamento 7.5.1.2.2 Fase di attenzione 7.5.1.2.3 Fase di preallarme 7.5.1.2.4 Fase di allarme
7.5.1.3 Rischio sismico 7.5.1.4 Rischio idropotabile 7.5.1.5 Rischio industriale 7.5.1.6 Rischio derivante da eventi meteorologici
7.5.1.6.1 Trombe d'aria 7.5.1.6.2 Gelate
8. INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
8.1 Premessa 8.2 L'informazione
8.2.1 La comunicazione propedeutica 8.2.2 La comunicazione preventiva 8.2.3 Comunicazione in stato di crisi 8.2.4 Numero unico per le emergenze 8.2.5 L'informazione attraverso le emittenti radiofoniche e televisive 8.2.6 La comunicazione delle autorità 8.2.7 L'informazione tramite Internet 8.2.8 La comunicazione del rischio industriale
9. PIANI COMUNALI
9.1 Proposta di schema tipo di elaborazione dei Piani comunali di protezione civile 9.2 Parte generale
9.2.1 Analisi territoriale 9.2.2 Analisi dei rischi 9.2.3 Carte di sintesi 9.2.4 Scenari di rischio 9.2.5 Carta di sintesi generale
9.3 Lineamenti della pianificazione
9.3.1 La salvaguardia della popolazione 9.3.2 L'informazione alla popolazione 9.3.3 Salvaguardia del sistema produttivo locale 9.3.4 Ripristino della viabilità e dei trasporti 9.3.5 Funzionalità delle telecomunicazioni 9.3.6 Funzionalità dei servizi essenziali 9.3.7 Rapporti con le istituzioni locali per la continuità amministrativa 9.3.8 Censimento e salvaguardia dei Beni Culturali
9.4 Relazione dell'intervento e censimento dei danni 9.5 Struttura dinamica e aggiornamento del Piano 9.6 Il modello di intervento 9.7 Sintesi
9.7.1 Analizzare il territorio 9.7.2 Analizzare il rischio 9.7.3 Elaborare una cartografia 9.7.4 Definire le risposte del sistema comunale di Protezione Civile 9.7.5 Organizzazioni per funzioni 9.7.6 Definire il modello operativo 9.7.7 Definire le procedure operative |